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BIBLIOGRAFIA

INVITIAMO CHI VOLESSE COLLABORARE PER ARRICCHIRE QUESTA BIBLIOGRAFIA A SEGNALARCI LIBRI E PUBBLICAZIONI SULLE TEMATICHE DELL’INTELLIGENZA EMOTIVA, DEL DISAGIO, DELL’ABUSO E DELLA VIOLENZA AI DANNI DEI MINORI CHE AVETE RICONOSCIUTO NELLA VOSTRA ESPERIENZA COME STRUMENTI IMPORTANTI E STIMOLANTI PER LA VOSTRA CRESCITA FORMATIVA.

NON C’E’ BISOGNO OVVIAMENTE DI FARE UNA RECENSIONE, BASTA CHE CI SEGNALIATE IN MODO ESSENZIALE LE RAGIONI DEL TESTO CHE AVETE SPERIMENTATO COME MOLTO UTILE E INTERESSANTE.

TITOLO, AUTORE, CASA EDITRICE E ANNO DI EDIZIONE

MOTIVO PER CUI SEGNALI IL LIBRO e/o GLI ARGOMENTI INTERESSANTI E HAI INDIVIDUATO NEL TESTO

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D. Goleman, L’intelligenza emotiva. Che cos’è? Perché può renderci felice, Rizzoli, 1996

E’ un testo che non può mancare dal momento che l’immagine del Centro di documentazione sarà associata in primo luogo all’intelligenza emotiva. Il libro illustra i cinque principi dell’intelligenza emotiva dopo averne chiarito le premesse psico-neuro-biologiche. Interessanti sono i diversi campi di applicazione che vengono individuati.

 

J. Gottmann, L’intelligenza emotiva per un figlio, Rizzoli, 1997

E’ un testo che tenta di applicare ai processi educativi in famiglia con grande concretezza e capacità esemplificativa i principi dell’intelligenza emotiva. E’ pieno di spunti e di suggerimenti che meritano attenzione e riflessione.

 

R. Coles, L’intelligenza morale dei bambini

Esistono nel bambino diversi tipi di competenze (Gardner) e di potenzialità. Oltre all’intelligenza logica e all’intelligenza emotiva esiste precocemente nel bambino una competenza e un’intelligenza morale. La vita spirituale, secondo l’autore, inizia ben prima che il bambino impari a parlare: chiede pertanto di essere coltivata nelle forme e nei modi più adeguati alle diverse età dello sviluppo. Imparare ad essere empatici, a rispettare se stessi e gli altri (“Fa agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”) è il necessario presupposto di una vita piena e produttiva.

 

M. Contini, Per una pedagogia delle emozioni, La nuova Italia, 1992

L’autrice si sofferma nella parte iniziale del lavorosu ricerche di tipo biologico relative ai processi emozionali, alle loro funzioni, al loro intrecciarsi con i processi cognitivio. Successivamente tenta di delineare alcune problematiche emozionali inrenti al contesto coppia/famiglia e all’età infantile , analizzandole da un lato secondo l’appoccio sistemico dall’altro secondo le indicazioni della teoria cognitiva. Su queste basi tenta di fondare una pedagogia dello sviluppo della maturazione emotiva/razionale del bambino sin dai primissimi mesi di vita.

 

A. Heller, Teoria dei sentimenti, Editori Riuniti, 1980

L’autrice, filosofa marxista ungherese, esamina la suddivisione dei sentimenti sotto l’aspetto antropologico affrontando le questioni del significato del sentire inteso come coinvolgimento e partecipazione e dell’apprendimento dei sentimenti. L’uomo per la Heller è un soggetto umano capace di operare una sintesi tra sentimenti, pensiero, morale. L’uomo è certamente un’essenza unitaria, però la sua personalità è scissa nel contesto storico attuale. Il valore che viene assunto è quello della personalità unitaria ricca di sentimenti che si realizza nei compiti che ha nel mondo. Tuttavia questo valore esiste oggi solo come tendenza, solo come eccezione.

 

D. Goleman, La forza della meditazione, Rizzoli

Il libro testimonia l’interesse dell’autore per lo studio della psicologia orientale ed in particolare nei confronti della tecnica della meditazione. Si può osservare come l’approfondimento del valore e dell’efficacia dell’intelligenza emotiva spinga ad incontrare e ad approfondire la tematica della consapevolezza e, di conseguenza, i principi che stanno alla base della psicologia buddista e dell’allargamento della capacità della mente di contenere tutti gli stati emotivi e mentali. Più ancora dell’elencazione delle diverse scuole di pensiero e delle diverse tecniche della psicologia orientale risulta interessante il breve saggio sulla psicologia della meditazione, contenuto nella quarta parte del libro.

 

Dalai Lama, H. Benson, A. Thurman, E. Gardner, D. Goleman, La scienza della mente. Un dialogo fra oriente e occidente, Chiara Luce Edizioni, 1993.

Il testo è la rielaborazione dell’Harvard Mind Sciend Symposium, che si colloca all’interno di un percorso di confronto tra esperti di medicina, psichiatria, neurobiologia, educazione, religione comparata e buddismo indo-tibetano sulle scienze della mente e sulle tecniche di cambiamento e di guarigione della mente stessa. Emerge un confronto stimolante tra la cultura occidentale ed orientale sulle prospettive di approccio alla mente.

 

Tara Bennett Goleman, Alchimia Emotiva Come la mente può curare il cuore, Rizzoli, 2001

L’alchimia emotiva è per l’autrice, moglie di Daniel Goleman, la capacità di accettare tutti i materiali della mente per trasformarli in chiarezza di visione e consapevolezza in un processo di crescita mentale e di guarigione. Vengono fusi le teorie dell’intelligenza emotiva, le tecniche legate alla “terapia schema” (la psicoterapia degli schemi mentali ripetitivi dell’infanzia) e i principi psicologici (e nell’ultima parte del libro spirituali) del buddismo tibetano.

Ne vien fuori un testo molto innovativo, che è insieme un saggio sul funzionamento della mente e un utilissimo strumento che propone al lettore esercizi, tecniche e principi per lo sviluppo della consapevolezza.

 

J. Juul, Il bambino è competente. Valori e conoscenze in famiglia, Feltrinelli, 2001.

E’ un testo che attacca in maniera molto documentata con uno stile espositivo molto concreto, ricco di esempi un pilastro ideologico dell’adultocentrismo: l’affermazione dell’incapacità, dell’insensibilità, della passività e dell’incompetenza del bambino. Questi viene al contrario rappresentato come “centro attivo di competenze” (ricorda la definizione di Kohut del Sé come “centro di inziativa indipendente). come soggetto potenzialmente collaborativi e responsabile. Interessanti fra gli altri i capitoli sull’autostima del bambino e sulla fiducia in se stesso, sulla sua responsabilità sociale, sui limiti e sulla famiglia con figli adolescenti

 

Naouri, Le figlie e le loro madri, Einaudi, 1999.

L’autore, pediatra e psicoanalista, sollecitato dalla propria esperienza professionale, si sofferma sul fatto che troppe giovani donne subiscono l’influenza delle loro madri in un rapporto spesso segnato da ambiguità, sopraffazioni e violenza. L’autore racconta molti casi di donne sovrastate dalla presenza della madre e ascoltando le loro parole rivelatrici di conflitti e di incomprensioni mai risolte, riesce ad arrivare ai figli e al segreto delle loro malattie. Con un invito rivolto a tutte le donne a: quello di rompere la catena di schiavitù che si tramanda nel rapporto materno-familiare e che condiziona la loro esistenza , per cominciare ad essere innanzitutto se stesse.

 

J. Monteleone (a cura di), Gli indicatori dell’abuso infantile, Centro Scientifico Editore, ’99.

Il curatore è professore negli Stati Uniti di pediatria ed esperto in maltrattamento. E’ un’opera rigorosa ed utile per l’attività di rilevazione dei segnali di violenza, di valutazione, diagnosi, indicazione terapeutica. Interessanti i contributi specifici di autori diversi sull’abuso sessuale e sull’abuso psicologico, sulla sindrome di Munchausen per procura, sulla negligenza e l’abbandono, sulle personalità multiple e i disturbi dissociativi, sull’arte terapia come tecnica di rilevazione, sul ciclo dell’abuso,sui problemi giuridici, sul ruolo delle forze dell’ordine. Compaiono inoltre due contributi sul ruolo della scuola e uno sulla prevenzione.

 

W. Yule (a cura di), Disturbo post-traumatico da stress, Aspetti clinici e terapia, Mc Graw Hill, 2000

E’ un testo che dimostra la nuova attenzione sul piano clinico e della ricerca scientifica al Disturbo Post-trauimatico da Stress. Importanti i saggi sul DPTS negli adulti da un lato e nei bambini e negli adolescenti dall’altro, sui processi di attribuzione e di superamento (coping) del disturbo, sul DPTS e personalità, sui pensieri intrusivi, sul debriefing e sugli interventi in fase di crisi, sulla desensibilizzazione attraverso l’EMDR.

 

Pacciolla, I Ormanni, A. Pacciolla, Abuso sessuale. Una guida per psicologi, giuristi ed educatori, Edizioni Laurus Robuffo, 1999.

Una prima parte è dedicata alla pedofilia e alla psicodiagnosi del pedofilo. Una seconda parte alla definizione dell’abuso sessuale e alla perizia psicologica. Una terza parte analizza la possibilità di errori diagnostici con un intervento sull’isteria in età evolutiva. Un’ultima parte è infine dedicata alla legislazione, ai protocolli di collaborazione istituzionale, ai testi delle linee guida (Appendice Fornari-Lagazzi, Carta di Noto, Dichiarazione di consenso Cismai) .

 

Pasteur J. Doucé, La pedophilie in question, Lumiere e& justice.

L’autore, un pastore protestante, psicoterapeuta e sessuologo, tenta di “comprendere” da un punto di vista evangelico i pedofili visti come minoranza sessuale stigmatizzata e colpevolizzata. Un punto di vista che consente di chiarire i passaggi teorici che consentono ad alcuni intellettuali “progressisti” (ce ne sono molti nel nostro paese) possano distorcere la rappresentazione della pedofilia, dimenticandosi delle loro piccole vittime e trasformando in perseguitati i pedofili.

 

Salute e Società, Quando e come punire i bambini, Cortina, 1990

Si tratta di un’interessante raccolta di interventi sul tema della punizione, sul piano inclinato di sadismo, in cui la punizione tende a collocarsi e nel contempo sull’importanza di una presenza educatrice capace di dosare la propria aggressività e nel contempo di saper aiutare il figlio a dosare la propria. Il testo contiene interventi sui rischi dell’esercizio educativo del potere e dell’odio, sulle ansie a cui si espone un bambino privo di contenimento e di riferimento alla realtà, su alcuni passaggi della storia dell’educazione in Francia, sulla storia del “martinet” (la frusta usata per le punizioni a fini “educativi”), sul tema della punizione in Freud, sulla malattia come autopunizione da parte del bambino e sull’applicazione del metodo Gordon.

 

E. Caffo, La distorsione relazionale precoce tra genitore e bambino, Unocopli, 1984.

Il testo, risalente alla fase pre-Telefono Azzurro, esamina la letteratura sugli abusi intesi come conseguenza di una distorsione relazionale precoce, le difficoltà e i limiti della ricerca epidemologica, le caratteristiche della vittima e dell’abusante. Viene analizzata la natura della relazione genitore-figlio e la sue strutture fondamentali con un’attenzione ai modelli comunicativi tra genitore e bambino (dall’alimentazione al contatto corporeo, dal sorriso al pianto). Ci si sofferma su tre momenti decisivi per comprendere se esiste o meno distorsione: la gravidanza, il parto e l’immediato periodo neonatale. In appendice un questionario per la rilevazione precoce dei problemi di distorsione relazionale.

 

A. Tiberio e F. Fortuna, Dizionario del sociale, Angeli, 2002

E’ un dizionario che comprende ben 1200 voci di psicologia, sociologia, medicina, servizio sociale e legislazione. Terminologie, concetti, metodologie, associazioni, istituzioni, dati statistici, aspetti dell’intervento clinico e sociale su Asids, anziani, carcere, disagio sociale e minorile, giustizia, handicap, immigrati, lavoro, psichiatria, prostituzione, servizi socio-assistenziali, tossicodipendenza, volontariato.

 

M. Della Valle, “L’osservazione del bambino nella pratica professionale dell’assistente sociale”( ’91); “Servizio sociale, famiglia, minori: una relazione complessa” (’97); “Il senso dell’operare dell’assistente sociale a fianco dell’insegnante” (’93) in La rivista di Servizio sociale. Studi di scienze socialiapplicate e di pianificazione sociale

L’autrice è stata tra le fondatrici a Torino nel 1988 dell’Associazione operatori contro l’abuso ai minori da cui è nato il Centro Studi Hansel e Gretel. In questi tre articoli porta la sua esperienza e la sua riflessione in modo sensibile ai valori dell’ascolto, della valorizzazione della soggettività dell’assistente sociale, dell’impegno professionale all’ascolto del bambino, dell’importanza del lavoro di rete con gli insegnanti. Sono molto utili per coloro che svolgono attività formativa con operatori sociali.

 

H. Kohut, Seminari, Astrolabio, 1996

Questi seminari, rivolti agli operatoridella Clinica di salute mentale per giovani studenti universitari, risalgono agli anni ’70. Il rovesciamento dei tradizionali giudizi critici che pesavano sul narcisismo appariva particolarmente necessario in situazioni in cui il primo compito terapeutico risultava quello di restituire al soggetto una possibilità di accettarsi, di attribuirsi un valore positivo, nonostante le lacerazioni che comportava la spinta a divenire individuo iautonomo.

 

M. Little, Il vero Sé in azione, Un’analisi con Winnicott, Astrolabio, 1993

L’autrice, che partecipa al movimento degli indipendenti della psicoanalisi britannica, riferisce con intensità ed autenticità, le proprie esperienze di paziente in tre analisi (ultima delle quali con Winnicott). La vicenda analitica dell’autrice si intreccia con le riflessioni autoanalitiche, con la sua storia personale, con le spietate riflessioni su di sé e sul proprio rapporto con la realtà. Emerge la tecnica psicoanalitica di Winnicott dal punto di vista della psicoanalista e nel contempo della paziente.

 

V. Hunter, Psicoanalisti in azione, I modelli teorici e la loro applicazione clinica, Astrolabio, 1996.

L’autrice offre il resoconto di undici supervisioni effettuate sul medesimo caso con alcuni importanti teorici della psicoanalisi contemporanea (tra cui Andreé Green, Hanna Segal, John Bowlby, Enerst Wolf, Robert Wallerstein, Arnold Modell, Jacob Arlow

. Il testo consente il confronto tra approcci teorici e metodologici diversi (da quello kleiniano a quello kohutiano ecc.) che si misurano su una medesima problematica relazionale e clinica. Ogni supervisione è preceduta da un’intervista con i diversi teorici consultati che descrivono il proprio percorso di formazione e ricerca e i concetti fondamentali della loro concezione teorica e professionale.

 

R. White, R. Gilliland, I meccanismi di difesa, Astrolabio, 1977.

E’ un testo didattico importante che chiarisce l’uso adattativo dei diversi meccanismi di difesa e nel contempo la possibilità di un loro esito e di un loro funzionamento patologico. La classificazione è abbastanza chiara e completa (rimozione, conversione, inibizione, spostamento, razionalizzazione, formazione reattiva, annullamento, isolamento dell’affetto, regressione, oiezione, rivolgimento contro il sé, dissociazione).

L’esposizione di ciascun meccanismo di difes a è corredata da commenti generali, descrizioni, esempi clini e sindrome dove il singolo meccanismo è attivo.

 

F. Borgogno, L’illusione di osservare, Giappicchelli, 1981

E’ un testo fondamentale sul rapporto tra soggetto e oggetto della conoscenza e sul ruolo inevitabilmente condizionante della soggettività nei processi di osservazione con una critica alle ideologie che s’illudono di rendere oggettiva e scientifica l’analisi delle scienze umane e psicologiche, negando il ruolo del soggetto e dei suoi sentimenti nell’approccio conoscitivo ad altri soggetti e di conseguenza la necessità di tener conto delle interferenze emotive che condizionano l’osservazione.

 

Fages, Storia della psicoanalisi dopo Freud

Il testo prende in considerazione la costituzione del movimento psicoanalitico, la dissidenza di Adler e di Jung, la corrente ortodossa e le correnti della Klein, il freudo-marxismo, le scuole americane di Spitz ed Eriksion, le tendenze cuilturaliste. Viene liquidato in un capitolo sulle ricercatezze simboliche il contributo di Ferenczi. Vengono analizzati più approfonditamente il freudomarxismo, il rapporto con l’esistenzialismo, la scuola di Lacan e le correnti contemporanee definite “ai confini della psicoanalisi”.

 

T. Moser, Lo psicoanalista sul divano. Frammenti di un’analisi didattica , Feltrinelli,1975

Un testo che ha fatto scandalo nel chiuso mondo delle società psicoanalitiche, in quanto è stato il primo resoconto all’insegna dell’autenticità di un analisi personale finalizzata al training psicoanalitico. Il mondo psicoanalitico ufficiale non era ancora convinto all’epoca della pubblicazione del libro della possibilità di un discorso autobiografico da parte di uno psicoanalista capace di uscire dalle secche della vergogna associata alla propria sofferenza e alla debolezza della propria storia personale. Il testo è preceduto da una lettera all’autore di Heinz Kohut il quale difende Moser, affermando che egli ha scritto per buone e nobili motivazioni. Per Kohut l’entusiasmo di Moser dimostra che un’analisi ben riuscita può terminare benissimo con la scelta del paziente di renderne pubblica testimonianza.

 

C. Elia, Alcune considerazioni sul significato dell’opera di Hartmann, 1987

P.G. Battagia, Teoria clinica emetapsicologia nella psicoanalisi contemporanea: materiali di studio”, 1988

Scuola Psicoterapia Psicoanalitica, documenti fotocopiati

Sono due documenti interessanti (il secondo è molto più articolato del primo) che discutono i problemi del rapporto tra la teoria clinica e la metapsicologia psicoanalitica ricostruendo il dibattito più recente sulla Psicologia dell’Io e sui modelli di funzionamento della mente attraverso il riferimento ad autori contemporanei quali Gedo, Peterfreund, Schafer, G. Klein ed altri.

 

J. Seinfeld, L’oggetto cattivo. Come maneggiare la reazione terapeutica negativa, Astrolabio, 1995

L’autore approfondisce il concetto di oggetto cattivo appartenente alla teoria classica delle relazioni oggettuali alla luce della teoria americana delle relazioni oggettuali e della psicologia del Sé. Vengono approfondite la dinamica verso l’oggetto cattivo, il trattamento della reazione terapeutica negativa nella terapia infantile, le questioni dell’intervento con il paziente senza contatto e dell’intervento con il paziente simbiotico, l’interpretazione del legame verso l’oggetto interno cattivo, l’interpretazione del transfert verso l’oggetto cattivo.

 

G.P. Quaglino, S. Casagrande, A. Castellano, Gruppo di lavoro, lavoro di gruppo, Cortina, 1992

Nella prima parte gli autori cercano di identificare il gruppo attraverso tre questione: la definizione del gruppo, i suoi confini e i suoi eventi. Viene proposto un modello a quattro dimensioni: la Dimensione Reale, la Dimensione Rappresentata, la Dimensione Sociale, la Dimensione Interna concorrono insieme a determinare le attività e le vicende della vita del gruppo. Nella seconda parte vengono affrontati i nodi relativi ai compiti del gruppo ( Metodo, Ruoli, Leadership. Comunicazione, Clima e Sviluppo).

 

M. Sberna, Giochi psicopedagogici. Tecniche di socializzazione per la scuola, il tempo libero, la formazione degli adulti, Clued

 

E. Euli et al. , Percorsi di formazione alla non violenza, Pangea Edizioni, 1996.

Dopo una premessa sui presupposti validi della non violenza e dopo una seconda parte dedicata alle esperienze di autoorganizzazione attraverso il training, vengono bene illustrati

174 giochi ispirati ai principi dell’evitamento della spirale della violenza.

 

Quaderno schede di B. Konig, E. Sartirana, V. Oggioni

Vengono descritti schematicamente giochi di presentazione, conoscenza reciproca, osservazione, relazione, cooperazione, verifica della conoscenza, comunicazione corporea, dinamica di gruppo.

 

M. Strevani, La dimensione evolutiva della capacità di empatia in Riv. Di scienza dell’educazione, 34 (1996).

 

S. Baillauquès, La formazione psicologica degli insegnanti, Centro Scientifico Editore, 1993.

La prima parte del libro è dedicata ad una ricerca svolta in Belgio con due gruppi di insegnanti sulla relazione pedagogica. I gruppi hanno svolto 19 incontri di due ore. Le idee e i vissuti emersi sono state approfondite secondo quattro tecniche di elaborazione. La seconda parte è dedicata alla personalità professionale dell’insegnante, alle motivazioni, alla disillusione, alla formazione psicologica dell’insegnante. L’autrice si chiede che cosa sia formativo ed esamina diversi punti di vista e diverse risposte possibili.

 

Atti “Il disagio emozionale”, prevenire, comprendere e curare Dalla formazione personale all’operatività nel lavoro istituzionale. Torino 22-23 maggio, 1992

Con interventi di L. Di Cagno, A. Alvarez, G. William Polacco., G. Milana, A. Giannotti, P. Massaggia, M. Bertolotti.

 

Per amore & per forza, L’infanzia tra ‘800 e ‘900, Edizioni Panini. 1987

Catalogo illustrato e commentato di una mostra organizzata dal Comune di Modena. Tra i temi interessanti trattati tra gli altri da R. Farné, A. Canevaro, E. Caffo, L. Balbo compaiono le modalità della nascita e dell’allevamento dell’infanzia, la storia dell’oppressione infantile, la rappresentazione idealizzata dell’infanzia, il bambino e la pubblicità l’abbandono dei bambini, la famiglia come dispositivo pedagogico, il ruolo della Chiesa nell’educazione.

 

“L’omosessualità” di Franz Morgelthaler
“Note sulla psicopatologia della prostituzione omosessuale” di L.H. Rubinstein e D. Lopez

Due articoli che affrontano in modo approfondito la questione della genesi dell’omosessualità nella sua generalità (Morgenthaler) e nella particolare problematica della prostituzione (Rubinstein – Lopez) dal punto di vista psicoanalitico.

 

F. Fornari, La depressione e l’universo della colpa, Rivista di psicoanalisi (1964);

F. Fornari, La psicoanalisi della guerra, Rivista di psicoanalisi (1964)
R. Diatkine,Aggressività e fantasie inconsce di aggressione, Rivista di psicoanalisi (1964)
F. Fornari, Sentimenti di colpa e strutturazione del Super Io, Rivista di psicoanalisi (1966).

Alcuni interventi psicoanalitici sul tema dell’aggressività, dell’interiorizzazione dell’oggetto cattivo e sulla guerra come strategia tendente ad esportare l’oggetto cattivo sull’altro

 

Psicologia Applicata “G. P. Grandi”, Atti del Convegno “La fiaba”. Modelli interpretativi e possibilità applicative in pedagogia, psicologia e sociologia, Torino 25-26 gennaio, 1986.

 

C. Foti, R. Scagno, R. Rostagno, G. Ferraro, La fiaba, (testo fotocopiato), Ist. Raynieri, Pinerolo.

Due testi certamente molto datati, ma utili: un convegno adleriano sulla fiaba e i materiali di un corso di aggiornamento. Interventi sull’interpretazione psicoanalitica, sull’interpretazione storico-mitologica, storico-teatrale e semiologica della fiaba.

 

P. Di Blasio (a cura di), Contesti relazionali e processi di sviluppo, Cortina, 1995.

Il concetto di contesto interattivo chiarisce la funzione di mediazione tra i fattori biologico maturativi dell’individuo e i fattori ambientali, culturali e sociali che condizionano la crescita dell’individuo. Vengono analizzate le teorie che interpretano il contesto interattivo e le modalità e i processi di evoluzione che vengono messi in luce da ciascun approccio. Interessante il saggio di Luigi Anolli sullo sviluppo emotivo precoce e il saggio di Di Blasio e Camisasca sulle situazioni e sul contesto nel comportamento procosiale.

 

F. Sulloway, Fratelli maggiori, fratelli minori. Mondadori, 1998

Per Sulloway il fattore principale che spinge gli esserei umani non è quello economico, né quello pulsionale bensì la specifica posizione del singolo individuo all’interno del nuclo familiare. L’autore compie un’approfondita analisi psicologica e storica di migliaia di personaggi storici, ed in particolare delle spinte motivazionali e comportamentali dei primogeniti da un lato (tendenti al conservatorismo e all’identificazione con i genitori e con l’autorità), degli altri figli dall’altro (tendenti alla creatività e alla ribellione per trovarsi una nicchia di espansione).

 

R. De Luca, Teorie della vita quotidiana, Editori Riuniti, 1979.

Un’antologia di noti filosofi, sociologi, psichiatri (dalla Arendt a Laing, da Goffmann a Szasz ) di confrontano sul tema della vita quotidiana come luogo di incontro e conflitto tra i bisogni della soggettività emergente e i meccanismi del controllo sociale di una società fondata sullo sfruttamento.

 

M. Pizzolini e B. Bandini, Scuola e pedagogia nella Germania nazista, Loescher editore, 1981.

I presupposti storici, la teoria e la pratica dell’educazione nazionalsocialista fuori e dentro la scuola, la legislazione scolastica, i libri di testo della scuola modellata dal regime hitleriano.

 

C. Ravaioli, Il quanto e il quale. La cultura del mutamento, Laterza, 1982.

L’autrice esamina i nuovi soggetti, i nuovi conflitti, le nuove polarità, emersi dalle trasformazioni successive al ’68 e che hanno coinvolto famiglia e scuola, , sesso e cultura, mode e modelli, idee e sentimenti, rimettendo in discussione tutti i rapporti umani. All’interno di una società che fonda la sua ragion d’essere su una sempre maggiore produzione di beni (il quanto) è nato e cresce il bisogno di un diverso modo di vivere (il quale).

 

 

 

 

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