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Centro Studi
Hansel e Gretel

Corso Roma 8

10024 Moncalieri (TO)

tel e fax 0116405537

e mail 

cshg@cshg.it

 

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Hansel e Gretel

 


 

 

DIZIONARIO DEI CONCETTI E DEI PROGETTI

PER CAMBIARE E PER CRESCERE

 

Su questi temi il Centro Studi Hänsel e Gretel lavora con progetti di intervento, riflessione, formazione, di sensibilizzazione con istituzioni, gruppi di lavoro ed individui.

 

Abuso sessuale.

È un fenomeno vecchio come il mondo. Ha dimensioni epidemiche, ma non si vuole riconoscerlo. Continua a risultare per molti aspetti sommerso, impensabile ed indicibile.

 

Adulto.

È un soggetto che ha un sacco di problemi, molti dei quali derivano dal fatto che ha dimenticato di essere bambino.

 

Adozione.

 L’ottica adultocentrica condiziona spesso coppie, istituzioni, legislatori: fa dimenticare che l’adozione serve a dare una famiglia ad un bambino abbandonato che non ce l’ha e non già a dare un bambino a genitori che non riescono ad averlo.

 

Affidamento.

 È un impegno di aiuto e di solidarietà di una famiglia verso bambini e adulti in seria difficoltà. È una grande risorsa sociale non abbastanza potenziata, perché la cultura dell’immagine oggi predomina ancora sulla cultura dell’aiuto e della solidarietà.

 

Anziano.

 È un individuo che non ci piace, perché ci ricorda quello che sarà, nel migliore dei casi, il nostro futuro. È un soggetto debole che dobbiamo cercare di conoscere e rispettare, valorizzando proposte di vita e di intelligenza emotiva che lo possono coinvolgere.

 

Ascolto.

 È una risorsa scarsa. È la capacità di aprire almeno una porticina della nostra mente per farvi entrare il problema e la comunicazione dell’altro. È fatto di accettazione dell’altro così com’è, di disponibilità mentale e di tempo, di vicinanza emotiva.

 

Assistente sociale.

 È una figura tanto determinante, quanto svalutata (spesso autosvalutata). Svolge spesso la funzione di bersaglio di tensioni e insoddisfazioni: dall’alto (vertici amministrativi e istituzionali), dal basso (utenti) e dai lati (operatori di istituzioni parallele).

 

Bambino.

 È una persona di piccole dimensioni e di grande ricchezza, che oggi più di ieri, tende ad essere valorizzata dalla pubblicità, dalle case produttrici di giocattoli e dalle dichiarazioni di principio, ma che rischia pur sempre di essere oggetto di violenza e strumentalizzazione.

 

Carcere.

 Rischia non di rado di essere il cimitero del cambiamento, il luogo del fallimento di una comunità sociale che rinuncia, dopo il crimine, al recupero di soggetti che prima del crimine non sono stati aiutati.

 

Comunità per minori.

 (Mettere in comune e comunicare) Mettere in comune problemi e risposte efficaci, esigenze istituzionali e clima familiare, competenze educative e competenze psicologiche. Comunicare tra ospiti ed educatori e all’interno dell’équipe, comunicare fiducia e speranza ai bambini e, se possibile, alle loro famiglie.

 

Consapevolezza.

 È la capacità della mente di comprendere e di elaborare la verità: la verità del mondo interno, che è costituita da limiti e potenzialità, da sentimenti piacevoli e spiacevoli; la verità del mondo esterno che è fatta di amore e violenza, di vita e morte, di sanità e follia. La mente ha bisogno di verità, come il corpo ha bisogno di nutrimento.

 

Consulenza.

 È un servizio centrato sul cliente e sui suoi bisogni, sulla particolare richiesta di informazione e di aiuto del cliente, ma anche sulle capacità e sulle risorse del cliente, che sta aspettando qualcuno che sappia - con competenza e fiducia - credere nelle sue possibilità.

 

Debriefing.

 È il Pronto Soccorso dell’anima. È una tecnica d’intervento che può essere appresa, non solo da psicologi e medici, ma anche da infermieri, operatori sociali, forze di polizia e vigili del fuoco, per aiutare coloro che hanno subito eventi traumatizzanti.

 

Empatia.

 È la capacità di fare con la propria mente un movimento esplorativo nella mente dell’altro, restando se stessi e cercando di percepire i sentimenti che può vivere l’altra persona. È un viaggio verso l’alterità dell’altro, mantenendo nel Sé un solido campo base.

 

Famiglia

Luogo potenziale di amore, scambio, donazione reciproca, di contenimento della sofferenza dei suoi componenti e di sviluppo delle potenzialità dei cuccioli dell’uomo. Ma anche di odio, di sopraffazione, di indifferenza reciproca, di strumentalizzazione dei bambini al servizio degli adulti.

 

Formazione.

 È un processo che deve puntare a far crescere globalmente il suo destinatario. Deve sviluppare competenze cognitive, emotive e relazionali. Se così non è, ci si allontana dall’obiettivo costitutivo della crescita e della formazione: si produce allora una de-formazione.

 

Gruppo.

 Il gruppo viene prima dell’individuo, che senza il gruppo non si sviluppa, né sopravvive. La mente dell’individuo ha un’origine di gruppo, una matrice familiare e ha una dimensione gruppale. Il sé individuale ha il suo valore insopprimibile, ma l’individuo, come entità astratta ed isolata dalle relazioni, non esiste.

 

Insegnante.

 Vive una condizione di crescente frustrazione: l’istituzione in cui lavora lo considera una macchina per trasmettere informazioni e la società non valorizza il suo ruolo. Sta imparando a sue spese che per farsi ascoltare bisogna apprendere ad ascoltare.

 

Intelligenza emotiva.

 È la strategia vincente per elaborare i problemi nella famiglia, nella coppia, nell’organizzazione del lavoro. È l’intelligenza che si unisce al cuore, il linguaggio adulto che si avvicina a quello infantile. È la capacità di riconoscere e rispettare le proprie emozioni per imparare a controllarle e per aumentare l’empatia.

 

Istituzione giudiziaria.

 La giustizia è un’aspirazione fondamentale dell’essere umano, la cui realizzazione è affidata dalla comunità sociale ad un’istituzione, quella giudiziaria, con cui è bene imparare ad interagire dall’interno e collaborare dall’esterno, per diminuire la sua inevitabile tendenza a non garantire ciò per cui è costituita.

 

Malattia.

 Adulti e bambini hanno paura a guardare in faccia la malattia, a pensarla e a metterla in parola. La strada della negazione è la più radicata. Ma si può imparare ed insegnare ad adulti e bambini ad accettare la malattia e a comunicare le emozioni riguardanti la malattia. L’effetto probabile sarà quello di ammalarsi di meno!

 

Meditazione.

 È una tecnica che conosce molte varianti e che richiede comunque pazienza e costanza. È un allenamento ad accettare, conoscere e migliorare i processi mentali, a familiarizzare la mente con se stessa, favorendo la concentrazione, la calma e soprattutto la consapevolezza attenta, benevola, paziente e non giudicante.

 

Morte.

 Parlare della morte è possibile ed anche salutare. Occorre formare gli operatori sociali e sanitari. Ma anche i genitori e gli educatori. Si pensa che i bambini siano talmente fragili da doverli iperproteggere dal confronto con la morte. In verità condividere i sentimenti attorno alla morte riduce grandemente in adulti e bambini solitudine, angoscia, impotenza.

 

Pedofilia.

 È una tendenza socialmente diffusa ad usare strumentalmente come oggetto eccitante il corpo del bambino. I pedofili in senso stretto sono coloro che riescono ad eccitarsi solo con i bambini. Ma c’è un’area ben più vasta di persone perbene e normali che all’occasione non esitano ad avere rapporti con figli, nipoti, allievi, bambine e bambini con cui possono entrare per qualsiasi ragione in contatto.

 

Perizia psicologica.

 La perizia psicologica sulle tematiche minorili richiede un’esperienza e un’attenzione clinica da parte dello psicologo valutatore. Il metodo di svolgimento dovrebbe essere a misura del bambino. L’approccio puramente tecnicistico e privo di comprensione emotiva non mette certamente il bambino nelle condizioni di esprimere la propria verità.

 

Prevenzione.

 È la scelta di investire per tempo nella formazione dei genitori, degli educatori e dei professionisti dell’infanzia e dell’adolescenza, per diminuire i devianti e i criminali del futuro, per tentare di impedire che i bambini non protetti di oggi diventino gli adulti violenti e sofferenti di domani.

 

Psicologo.

 È un soggetto che, in genere, ha scelto la propria strada professionale perché in qualche misura bisognoso di capire e risolvere i propri problemi personali. Dispone di grandi risorse trasformative socialmente utili, purché sappia lavorare, oltre che sulle conoscenze e sulle tecniche, anche e soprattutto su se stesso.

 

Psicoterapia.

 È la relazione tra due esseri umani, per cercare di accettare. di comprendere ed, almeno in parte, superare, la sofferenza psichica. In questo incontro si può scoprire che il dialogo è curativo e che la mente ha qualità straordinarie di cambiamento, di recupero e di produzione di benessere.

 

Scuola.

 È spesso un’occasione sprecata. È un luogo dove le grandi energie e possibilità dei bambini e degli adulti di sviluppare cultura e socialità, di far crescere competenze cognitive ed emotive, possono essere disperse e svalorizzate nella burocrazia e nell’indifferenza. Assiste a processi di distruzione dei diritti, degli apprendimenti e dei sentimenti. Ciò nonostante ci sono ancora molti insegnanti che ci credono.

 

Sessualità.

 È un luogo di tensioni e contraddizioni: anticipazione di felicità, ma anche di insuccesso, promessa di appagamento, ma anche di sofferenza, luogo di massima intimità e massima violenza. Imparare a pensare e a mettere in parola la sessualità nell’educazione o nella coppia non depotenzia la sessualità, ma al contrario può espanderla e proteggerla

 

Trauma.

 Il trauma psichico è guardare la morte negli occhi. È un’esperienza di radicale impotenza, di improvvisa perdita del controllo sulla realtà. Il soggetto traumatizzato è inseguito dal proprio passato e vive con ansia e disperazione il futuro. Ha un enorme bisogno di ricevere un sostegno pratico, informativo ed emotivo.

 

Violenza all’infanzia.

 La violenza ai danni di un bambino può diventare un assassinio dell’anima se la verità viene uccisa e se il bambino viene lasciato solo con i suoi sentimenti di dolore, rabbia, vergogna, confusione, senza ascolto e senza condivisione.

 

Violenza domestica.

 Ne fanno le spese le donne e i bambini. È un crimine diffuso quasi sempre impunito. Tende ad essere misconosciuto. È più comodo continuare a pensare alla famiglia come luogo idealizzato di amore e felicità, piuttosto che riconoscerlo anche come scenario di violenza e sopraffazione.

 

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LA STORIA

IL GRUPPO

I COLLABORATORI

la storia

il centro studi in cifre

metodo

concetti

progetti

 

IL GRUPPO

 

Claudio Foti

  direttore scientifico

 

Claudio Bosetto

   presidente

 

Valeria Camerone

   coordinatore

 

Nadia Bolognini

 

Laura ferro

 

Anna Lungo

 

Francesca Pierattelli

 

I COLLABORATORI

 

 

Francesca Bordi

  psicoterapeuta

 

Daniele Pallone

  psicoterapeuta


M.A.Fresi

  insegnante

 

Anna Maltese

  insegnante

 

Paola Morducca

  psicologa

 

Rosa Napolitano

  psicologa

 

M.A. Pinto

 dirigente scolastico

 

Evelin Ramonda

  psicologa

 

Mirella Turello

  psicoterapeuta

 

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