Centro Studi
Hansel e Gretel
Corso Roma 8
10024 Moncalieri (TO)
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e l'editoria
del
centro studi
Hansel e Gretel

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Il Centro Studi Hänsel e Gretel ritiene fondamentale che gli adulti imparino a riflettere sui propri atteggiamenti emotivi e sui propri comportamenti educativi nei confronti dei minori che sono a loro vicini: l’Associazione ha promosso dall’89 ad oggi, in collaborazione con Enti pubblici, numerosi progetti di prevenzione del disagio minorile su base territoriale con cui vengono raggiunti migliaia di insegnanti, operatori minorili, genitori, di varia estrazione sociale e culturale.
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oltre 200 |
progetti formativi con ASL, Regioni, enti locali, associazioni private e di volontariato, per genitori, insegnanti, educatori, operatori sociali, psicologi, medici, personale sanitario, polizia giudiziaria, magistrati, in tutte le Regioni italiane e nella Svizzera Italiana
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oltre 400 |
interventi
formativi nelle scuole materne, elementari, medie e
superiori
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circa 300 |
casi di
minori abusati o maltrattati, trattati individualmente o in
équipe
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3 |
équipe di riflessione e discussione dei casi
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1 |
centro di documentazione sulle tematiche dell’ascolto, del trauma e dell’intelligenza emotiva
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casa
editrice: SIE Sviluppo Intelligenza Emotiva
www.sviluppointelligenzaemotiva.it
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infiniti dubbi, e problemi elaborati e da elaborare che nascono dalla pratica clinica, e dagli interventi di protezione dei bambini e di formazione degli adulti
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17 anni di attività... |
Un tentativo di
incontro, difficile e sofferto, ma vitale e trasformativo ha
caratterizzato la nascita e la storia del Centro Studi
Hansel e Gretel. È l’incontro tra il pensiero adulto e
l’infanzia rimossa, tra la logica delle istituzioni e i
bisogni dei bambini, tra le competenze cognitive e le
competenze emotive degli operatori, tra la razionalità e la
vita affettiva, tra la mente e i sentimenti. Coerentemente il nostro percorso culturale si è snodato dalla riflessione su Alice Miller all’analisi del maltrattamento e dell’abuso all’infanzia, dallo studio di Ferenczi a quello di Kohut, dalla psicoanalisi relazionale, alla psicologia del trauma, dallo psicodramma alla Gestalt, dall’”ascolto attivo”di Gordon all’“ intelligenza emotiva” di Daniel Goleman, dalle psicologie della consapevolezza alle psicologie orientali
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1988 |
Viene tra l’altro affrontato il
tema “Disagio degli allievi, disagio degli insegnanti”.
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1989 |
Nascono i primi gruppi di formazione condotti con la metodologia Hänsel e Gretel.
Il conduttore dei piccoli gruppi propone una
modalità di conduzione che risulta essa stessa educativa:
non sale in cattedra, non fornisce ricette psico-pedagogiche,
non pronuncia condanne contro gli insegnanti in difficoltà,
bensì favorisce nel gruppo un clima di comprensione, di
confronto sulle difficoltà, di elaborazione emotiva e
cognitiva dei problemi che emergono. Nasce il primo progetto di Hänsel e Gretel di prevenzione e sensibilizzazione sulla relazione educativa nella zona di Mirafiori in collaborazione con la X^ Circoscrizione del Comune di Torino dal titolo “Disagio e crescita dei minori, disagio e crescita degli adulti”. Seguiranno negli anni successivi altri progetti: “Ascolto dei minori, ascolto degli adulti”, “Sofferenza dei minori, sofferenza degli adulti”. Vengono raggiunte dalle conferenze alcune migliaia di persone nel territorio della X Circoscrizione, vengono coinvolti in piccoli gruppi di formazione circa 300 insegnanti e decine di educatori professionali e di operatori sociali
(cfr. C. Foti, a cura di, Dove è andata
la strega che mangia i bambini?, Centro Studi Hänsel e
Gretel, 1989). |
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1991 |
Dal ‘91 al ‘94 il Centro Studi Hänsel e Gretel gestisce un Centro d’ascolto e d’incontro con una linea telefonica aperta da un lato ai genitori, dall’altro agli insegnanti e agli educatori. Vengono offerte numerose consulenze. Viene tra l’altro pubblicato e distribuito in 25 mila copie l’opuscolo “Attenzione: bambino che soffre!” sugli indicatori di malessere osservabili in famiglia e a scuola.
L’opuscolo è
prodotto dal Centro Studi Hänsel e Gretel in collaborazione
con la X^ Circoscizione del Comune di Torino |
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1992 |
Viene organizzato a Torino in collaborazione con la X Circoscrizione un convegno nazionale sul tema “Ascolto dei minori, ascolto degli adulti”. Vi partecipano 400 operatori minorili provenienti da tutta Italia. Rilevante la presenza di educatori ed insegnanti.
I convegnisti alternano
l’ascolto di relazioni di esperti all’attività di piccoli
gruppi nei quali attraverso il gioco e la riflessione
vengono affrontate le problematiche quotidiane dell’ascolto
e della comunicazione tra adulti e minori nella famiglia,
nelle scuole, nelle istituzioni sociali. |
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1994 |
Viene promosso a Torino un ciclo di seminari che mettono a fuoco le cattive modalità relazionali ed educative tra adulti e bambini, che sono facilmente leggibili dall’osservatorio della scuola. Ai seminari partecipa un pubblico di centinaia di persone. Il ciclo s’intitola: “Maltrattare, punire, guerreggiare: tre modi per rendere infelici i bambini” I tre seminari vertono a) sull’intervento nei casi di abuso all’infanzia (viene affrontato tra l’altro il tema della protezione e della segnalazione da parte della scuola”), b) sul rapporto tra educazione e punizione,
c) sui problemi di figli di genitori
separati (viene pubblicata la dispensa: “Il figlio è mio e
me lo gestisco io!”). Esce il libro di C. Roccia, C. Foti (a cura di), L’abuso sessuale sui minori. Educazione sessuale, prevenzione, trattamento, Unicopli, 1994. Lo sviluppo di competenze emotive e dialogiche in materia sessuale degli educatori e dei professionisti dell’infanzia e dell’adolescenza è sempre stato considerato un obiettivo importantissimo delle iniziative formative di Hänsel e Gretel, stante l’importanza e la delicatezza del bisogno del soggetto in età evolutiva di acquisire informazioni e di confrontarsi con gli adulti sulle tematiche sessuali.
L’educazione alla sessualità e
all’affettività e la sollecitazione culturale e formativa
nei confronti degli educatori ad attrezzarsi al suddetto
impegno educativo sono state obiettivi intensamente
ricercati e praticati dai formatori del Centro Studi Hänsel
e Gretel nelle istituzioni scolastiche, nelle comunità,
nelle istituzioni sociali. |
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1995 |
L’attenzione al gioco come tecnica educativa e formativa, come strumento di attivazione globale, razionale ed emotiva, dei partecipanti al percorso formativo (siano essi adulti o bambini) è al centro della prassi e della riflessione teorica del Centro Studi Hänsel e Gretel. Il gioco è il tema del primo di cinque seminari di studio che vengono organizzati a Torino nel 1995. Da anni Hänsel e Gretel studia e approfondisce esperienzialmente e teoricamente lo strumento dello psicodramma di grande efficacia sia nell’intervento socioeducativo, sia in quello psicologico che in quello didattico.
Gli altri seminari sono dedicati fra l’altro alle
problematiche della prima infanzia, della sessualità, dei
bisogni evolutivi dei bambini. |
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1996 |
Il Centro Studi Hänsel e Gretel organizza in collaborazione con l’Associazione nazionale dirigenti scolastici (A.N.DI.S.) il Convegno nazionale “I bambini invisibili” sulle tematiche del disagio non ascoltato e non riconosciuto all’interno della scuola. Ci sono 450 partecipanti, in gran parte insegnanti.
Il Convegno alterna momenti di riflessione
teorica al lavoro in piccoli gruppi con la metodologia Hänsel e Gretel, basata sul gioco psicologico,
sull’elaborazione dell’esperienza della soggettività degli
insegnanti. Nel ‘96, viene pubblicato in Italia dopo aver riportato uno straordinario successo negli Stati Uniti, il libro di Daniel Goleman, “L’intelligenza emotiva”.
Il Centro Studi Hänsel e Gretel ha
trovato in questo testo una conferma di un proprio percorso
di ricerca sulle tecniche formative, già intrapreso da anni
per lo sviluppo delle competenze emotive e relazionali degli
operatori minorili e degli insegnanti. |
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1997 |
Hänsel e Gretel partecipa alla prima campagna di sensibilizzazione nazionale di Rompere il Silenzio dedicata al tema dell’ascolto dei bambini in famiglia e nelle istituzioni.
Vengono coinvolti
in 25 città italiane numerosi insegnanti, educatori,
operatori sociali, genitori che partecipano a seminari,
assemblee, incontri, convegni. |
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1998 |
Viene organizzato a Grugliasco (Torino) nell’ottobre 1998un Convegno dal titolo “L’intelligenza emotiva. Che cos’è? Come si sviluppa? Come può servire per prevenire e per rispondere al disagio del bambino e dell’adulto”. Partecipano 350 persone. Per lo più insegnanti. Nel corso dello stesso Convegno vengono utilizzate le tecniche dell’intelligenza emotiva per favorire la riflessione dei convegnisti in assemblea. Una sezione del Convegno è dedicata alla scuola.
Il concetto di intelligenza emotiva e la sua capacità
innovativa teorico-pratica negli interventi educativi,
scolastici e sociali a favore dei minori sono al centro di
alcuni Convegni che il Centro Studi con lo stesso modello
organizza negli anni successivi in diverse città, in
collaborazione con Rompere il Silenzio, coinvolgendo
centinaia di partecipanti: nel 1998 a Torino con la
partecipazione di circa 300 persone, nel 1999 in tre città
sarde Cagliari, Sassari e Tortolì (complessivamente con
oltre 500 persone), nel 2001 a Napoli (con 300 partecipanti)
e nel 2001 a Pescara (con 200 partecipanti). |
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1999 |
Hänsel e Gretel contribuisce all’elaborazione della “Dichiarazione dei principi e degli impegni degli insegnanti e dei dirigenti scolastici di fronte sul disagio e al maltrattamento degli allievi”. La dichiarazione viene presentata in oltre cinquanta città italiane nel corso della seconda campagna di sensibilizzazione nazionale di Rompere il silenzio. Tra i 27 punti della Dichiarazione compaiono i seguenti titoli: “Riconoscere e contrastare l’adultocentrismo. Svalutazione dell’infanzia e svalutazione della scuola. Il rischio di compiti impossibili. La scissione tra sapere ed esperienza, tra conoscenza e vita emotiva. Le competenze e motive e relazionali dell’insegnante. Il ruolo della scuola nella prevenzione del maltrattamento. La formazione: caratteristiche generali e caratteristiche metodologiche. Gli indicatori del disagio. L’ascolto della sofferenza dell’allievo. Mondo della scuola e ruolo della rete e del Servizio sociale. La segnalazione all’autorità giudiziaria. Per una cultura della responsabilità di fronte all’impegno della segnalazione Il ruolo del dirigente scolastico. Il maltrattamento intrascolastico.
Scuola, maltrattamento e
diritti degli allievi”. |
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2000 |
Viene pubblicato il libro “Il maltrattamento invisibile. Scuola, famiglia, istituzioni” (curato da C. Foti, C. Bosetto e A. Maltese) Questo libro va contro corrente. Dice che la violenza ai bambini non riguarda solo la famiglia, ma anche la scuola e le istituzioni. Affronta tra l’altro un tema rimosso: il maltrattamento degli allievi da parte degli insegnanti. Ma questo testo vuole infondere speranza. La scuola può imparare a fermare, invece che confermare il processo produttivo di un bambino infelice.
Se è vero che nella
scuola esistono forme invisibili di maltrattamento, è anche
vero che esistono grandi risorse e capacità di dialogo,
comprensione, e riparazione. Sempre nel 2000 esce il libro curato da Claudio Foti e Claudio Bosetto, “Giochiamo ad ascoltare. Metodologie per elaborare il disagio dei bambini e degli adolescenti”. Contiene le proposte formative e le tecniche che nel corso degli anni Hänsel e Gretel ha sviluppato per attivare la crescita emotiva e cognitiva dei bambini, dei preadolescenti e degli adolescenti.
Tali proposte e tecniche, sperimentate
soprattutto nei gruppi classe in centinaia di interventi
nelle scuole di tutti i gradi, dalle materne alle superiori
hanno incontrato ampie verifiche positive, in particolare
sul terreno dell’educazione alla sessualità e
all’affettività, dell’elaborazione del bullismo e
dell’aggressività nella scuola, dell’ascolto del
maltrattamento e dell’attivazione nella didattica. |
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2001 |
Viene organizzato nel febbraio 2001 a Torino un Convegno nazionale dal titolo “L’ascolto dell’abuso e l’abuso nell’ascolto” con la partecipazione di esperti inglesi. Partecipano 700 operatori sociali, psicologi, neuropsichiatri infantili, medici, giudici, educatori. È presente una significativa rappresentanza di insegnanti. Vengono affrontate fra l’altro le tematiche dell’ascolto del bambino presuntamente abusato nell’ambito scolastico, dell’osservazione e della rilevazione degli indicatori da parte degli insegnanti, del ruolo della segnalazione al Servizio sociale e all’autorità giudiziaria da parte della scuola.
Nel novembre 2001 un Convegno analogo viene
organizzato a Caserta con circa 400 partecipanti. |
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2002/2003 |
Viene organizzata una ricerca/intervento in una classe di prima media della cintura torinese. Oggetto della ricerca è stata l’applicazione dei principi dell’intelligenza emotiva in un gruppo classe che manifestava, secondo le indicazioni delle insegnanti e del dirigente scolastico numerose difficoltà relazionali e d’apprendimento. L’ipotesi sottesa alla nostra ricerca/intervento era la seguente: anche se non si interviene direttamente sugli alunni, se gli insegnanti di una classe si avvicinano ai principi e ai metodi dell’intelligenza emotiva, si possono produrre rilevanti ricadute benefiche sul gruppo classe ed, eventualmente, anche sul singolo allievo; si possono ottenere significativi cambiamenti nei rapporti tra gli alunni, nei rapporti tra gli alunni e gli insegnanti e, naturalmente, nei rapporti tra docenti. Attraverso test e altro materiale valutativo è stata effettuata una fotografia della classe all’inizio e al termine della ricerca/intervento per poter individuare eventuali cambiamenti prodotti. L’impegno del team degli insegnanti è consistito nell’incontrare ogni quindici giorni per circa sei mesi un gruppo di lavoro di Hänsel e Gretel, composto da quattro psicologhe. Il risultato della ricerca /intervento è consistito in alcune significative trasformazioni del clima emotivo e relazionale del gruppo classe e del sistema delle relazioni tra alunni e tra insegnanti/alunni (cfr. C. Foti, A. Lungo, B. Martino, E. Ramonda, S. Guglielmi, “L’intelligenza emotiva può cambiare la scuola!
I risultati di una ricerca in una scuola media”,
in Come aiutare i bambini e gli adolescenti con
l’intelligenza emotiva?, Sie edizioni) |
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2004 |
Vengono
elaborati e sperimentati nuovi progetti nelle scuole: · “La mente abbraccia il cuore” è la denominazione di un progetto per sviluppare l’Intelligenza emotiva dei bambini di scuola materna ed elementare.
Anche i più piccoli hanno
voglia di parlare delle loro emozioni con noi adulti e di
ascoltare le nostre. · Bambini e adulti di fronte alla malattia”.. Si constata come si possa imparare ed insegnare ad adulti e bambini ad accettare la malattia, a riflettere sulla malattia, a comunicare le emozioni riguardanti la malattia.
L’effetto
verificabile è un aumento del sollievo e della condivisione,
l’effetto probabile sarà quello di ammalarsi di meno! · “Educare al confronto con la morte” Si verifica come parlare della morte sia possibile ed anche salutare. . Si pensa che i bambini siano talmente fragili da doverli iperproteggere dal confronto con la morte. Si dimenticano la competenza e la sensibilità dei bambini.
In verità
condividere i sentimenti attorno alla morte riduce
grandemente in adulti e bambini solitudine, angoscia,
impotenza.
·
“Non avere paura delle paure”: laboratori sulle paure nelle
classi elementari.
È possibile far scoprire che
anche i grandi hanno paura ed anche i grandi possono avere
i loro punti di forza e le loro debolezze. · “Insegnare ad apprendere, apprendere ad insegnare”.
È un
progetto che dimostra come la prospettiva di tener conto da
parte degli insegnanti della vita emotiva e relazionale del
gruppo classe porta a grandi cambiamenti nella didattica, la
quale può diventare più partecipata, più collaborativi. più
efficace · “Handicap”.
Si cerca di dar voce alle emozioni di soggetti disabili che
tendono ad essere stigmatizzati e svalutati nelle loro
potenzialità evolutive sul terreno dell’apprendimento e
della socializzazione, potenzialità che possono essere
realizzate a partire da una posizione di maggiore fiducia
emotiva da parte degli educatori e degli insegnanti e di
maggiore fiducia nelle emozioni dei ragazzi. |
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2001 |
Viene organizzato nel febbraio 2001 a Torino un Convegno nazionale dal titolo “L’ascolto dell’abuso e l’abuso nell’ascolto” con la partecipazione di esperti inglesi. Partecipano 700 operatori sociali, psicologi, neuropsichiatri infantili, medici, giudici, educatori. È presente una significativa rappresentanza di insegnanti. Vengono affrontate fra l’altro le tematiche dell’ascolto del bambino presuntamente abusato nell’ambito scolastico, dell’osservazione e della rilevazione degli indicatori da parte degli insegnanti, del ruolo della segnalazione al Servizio sociale e all’autorità giudiziaria da parte della scuola.
Nel novembre 2001 un Convegno analogo viene
organizzato a Caserta con circa 400 partecipanti. |
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2005 |
Viene organizzato a Torino un Convegno su “Sofferenza del bambino e intelligenza emotiva” con 400 partecipanti. L’originalità del Convegno, a cui danno un contributo relatori inglesi e statunitensi, è rappresentata tra l’altro dall’intervento attivo di allievi delle scuole elementari e medie di Torino e provincia che si mescolano ai convegnisti, portando esperienze di elaborazione con il metodo dell’intelligenza emotiva di tematiche riguardanti la sessualità, la rabbia, le ansie dell’apprendimento., la relazione tra gli adulti e i bambini, la malattia e la morte. Nel Convegno viene presentato un video intervista in tre tempi, dove Claudio Foti, presidente del Centro Studi Hänsel e Gretel, dialoga con il professor Daniel Goleman.
Un tempo dell’intervista è
dedicato al tema “La scuola, l’educazione e i sentimenti”.
Vengono
organizzati ad Alessandria, Torino e Galliate (Novara) tra
seminari per gli insegnanti dal titolo “……… Cambiare è
possibile!” |
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2006 |
Convegno
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• metodo
• concetti
• progetti
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direttore scientifico
presidente
coordinatore
• Laura ferro
• Francesca Pierattelli
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•Francesca Bordi
psicoterapeuta
•Daniele Pallone
psicoterapeuta
•M.A.Fresi
insegnante
•Anna Maltese
insegnante
•M.A. Pinto
dirigente scolastico
•Mirella Turello
psicoterapeuta