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Centro Studi
Hansel e Gretel

Corso Roma 8

10024 Moncalieri (TO)

tel e fax 0116405537

e mail 

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Hansel e Gretel

 


Il Centro Studi Hänsel e Gretel ritiene fondamentale che gli adulti imparino a riflettere sui propri atteggiamenti emotivi e sui propri comportamenti educativi nei confronti dei minori che sono a loro vicini:

l’Associazione ha promosso dall’89 ad oggi, in collaborazione con Enti pubblici, numerosi progetti di prevenzione del disagio minorile su base territoriale con cui  vengono raggiunti migliaia di insegnanti, operatori minorili, genitori, di varia estrazione sociale e culturale.

 

 17

 anni di intervento nella formazione, nella prevenzione e nella cura di varie forme di disagio e di maltrattamento all’infanzia

 

oltre 200

progetti formativi con ASL, Regioni, enti locali, associazioni private e di volontariato, per genitori, insegnanti, educatori, operatori sociali, psicologi, medici, personale sanitario, polizia giudiziaria, magistrati, in tutte le Regioni italiane e nella Svizzera Italiana

 

oltre 400

interventi formativi nelle scuole materne, elementari, medie e superiori 

 

circa 300

casi di minori abusati o maltrattati, trattati individualmente o in équipe 

 

3

équipe di riflessione e discussione dei casi

 

1

centro di documentazione sulle tematiche dell’ascolto, del trauma e dell’intelligenza emotiva

 

1

casa editrice: SIE Sviluppo Intelligenza Emotiva  www.sviluppointelligenzaemotiva.it  

 

 

infiniti dubbi, e problemi elaborati e da elaborare che nascono dalla pratica clinica, e dagli interventi di protezione dei bambini e di formazione degli adulti

 

17

anni di

attività...

Un tentativo di incontro, difficile e sofferto, ma vitale e trasformativo ha caratterizzato la nascita e la storia del Centro Studi Hansel e Gretel. È l’incontro tra il pensiero  adulto e l’infanzia rimossa, tra la logica delle istituzioni e i bisogni dei bambini, tra le competenze cognitive e le competenze emotive degli operatori, tra la razionalità e la vita affettiva, tra la mente e i sentimenti.

Coerentemente il nostro percorso culturale si è snodato dalla riflessione su Alice Miller all’analisi  del maltrattamento e dell’abuso all’infanzia, dallo studio di Ferenczi a quello di Kohut, dalla psicoanalisi relazionale, alla psicologia del trauma, dallo psicodramma alla Gestalt, dall’”ascolto attivo”di Gordon all’“ intelligenza emotiva” di Daniel Goleman, dalle psicologie della consapevolezza alle psicologie orientali

 

1988

 Il Centro Studi Hänsel e Gretel collabora al Convegno “Disagio dei minori, disagio degli operatori” che si svolge a Torino e a cui partecipano 300 figure professionali a contatto con l’infanzia e l’adolescenza.

Viene tra l’altro affrontato il tema “Disagio degli allievi, disagio degli insegnanti”. 

 

1989

 

Nascono i primi gruppi di formazione condotti con la metodologia Hänsel e Gretel. 

Il conduttore dei piccoli gruppi propone una modalità di conduzione che risulta essa stessa educativa: non sale in cattedra, non fornisce ricette psico-pedagogiche, non pronuncia condanne contro gli insegnanti in difficoltà, bensì favorisce nel gruppo un clima di comprensione, di confronto sulle difficoltà, di elaborazione emotiva e cognitiva dei problemi che emergono.

Nasce  il primo progetto di Hänsel e Gretel di prevenzione e sensibilizzazione sulla relazione educativa nella zona di Mirafiori in collaborazione con la X^ Circoscrizione del Comune di Torino dal titolo

“Disagio e crescita dei minori, disagio e crescita degli adulti”. 

Seguiranno negli anni successivi altri progetti:

 “Ascolto dei minori, ascolto degli adulti”,

“Sofferenza dei minori, sofferenza degli adulti”.  

Vengono raggiunte dalle conferenze alcune migliaia di persone nel territorio della X Circoscrizione, vengono coinvolti in piccoli gruppi di formazione circa 300 insegnanti e decine di educatori professionali e di operatori sociali 

(cfr. C. Foti, a cura di, Dove è andata la strega che mangia i bambini?,  Centro Studi Hänsel e Gretel, 1989).

 

1991

 

Dal ‘91 al ‘94 il Centro Studi Hänsel e Gretel gestisce un Centro d’ascolto e d’incontro con una linea telefonica aperta da un lato ai genitori, dall’altro agli insegnanti  e agli educatori.

Vengono offerte numerose  consulenze.

Viene tra l’altro pubblicato e distribuito in 25 mila copie l’opuscolo

“Attenzione: bambino che soffre!” sugli indicatori di malessere osservabili in famiglia e a scuola.

L’opuscolo è prodotto dal  Centro Studi Hänsel e Gretel in collaborazione con la X^ Circoscizione del Comune di Torino

 

1992

 

Viene organizzato a Torino in collaborazione con la X Circoscrizione un convegno nazionale sul tema

“Ascolto dei minori, ascolto degli adulti”.

Vi partecipano 400 operatori minorili provenienti da tutta Italia. 

Rilevante la presenza di educatori ed insegnanti.

I convegnisti alternano l’ascolto di relazioni di esperti all’attività di piccoli gruppi nei quali attraverso il gioco e la riflessione vengono affrontate le problematiche quotidiane dell’ascolto e della comunicazione tra adulti e minori nella famiglia, nelle scuole, nelle istituzioni sociali.

 

1994 

Viene promosso a Torino un ciclo di seminari che mettono a fuoco le cattive modalità relazionali ed educative tra adulti e bambini, che sono facilmente leggibili dall’osservatorio della scuola.

Ai seminari partecipa un pubblico di centinaia di persone.

Il ciclo s’intitola: “Maltrattare, punire, guerreggiare: tre modi  per rendere infelici i bambini”

I tre seminari vertono

a) sull’intervento nei casi di abuso all’infanzia (viene affrontato tra l’altro il tema della protezione e della segnalazione da parte della scuola”),

b) sul rapporto tra educazione e punizione,

c) sui problemi di figli di genitori separati (viene pubblicata la dispensa: “Il figlio è mio e me lo gestisco io!”).

Esce il libro di C. Roccia, C. Foti (a cura di), L’abuso sessuale sui minori.

Educazione sessuale, prevenzione, trattamento, Unicopli, 1994.

Lo sviluppo di competenze emotive e dialogiche in materia sessuale degli educatori e dei professionisti dell’infanzia e dell’adolescenza è sempre stato considerato un obiettivo importantissimo delle iniziative formative di Hänsel e Gretel, stante l’importanza e la delicatezza del bisogno del soggetto in età evolutiva di acquisire informazioni e di  confrontarsi con gli adulti sulle tematiche sessuali.

L’educazione alla sessualità e all’affettività e la sollecitazione culturale e formativa nei confronti degli educatori ad attrezzarsi al suddetto impegno educativo sono state obiettivi intensamente ricercati e praticati dai formatori del Centro Studi Hänsel e Gretel nelle istituzioni scolastiche, nelle comunità, nelle istituzioni sociali.

 

1995

L’attenzione al gioco come tecnica educativa e formativa, come strumento di attivazione globale, razionale ed emotiva, dei partecipanti al percorso formativo (siano essi adulti o bambini) è al centro della prassi e della riflessione teorica del Centro Studi Hänsel e Gretel. 

Il gioco è il tema del primo di cinque seminari di studio che vengono organizzati a Torino nel 1995.

Da anni Hänsel e Gretel studia e approfondisce esperienzialmente e teoricamente lo strumento dello psicodramma di grande efficacia sia nell’intervento socioeducativo, sia in quello psicologico che in quello didattico.

Gli altri seminari sono dedicati fra l’altro alle problematiche della prima infanzia, della sessualità, dei bisogni evolutivi dei bambini.

 

1996

Il Centro Studi Hänsel e Gretel organizza in collaborazione con l’Associazione nazionale dirigenti scolastici (A.N.DI.S.) il Convegno nazionale “I bambini invisibili” sulle tematiche del disagio non ascoltato e non riconosciuto all’interno della scuola. Ci sono 450 partecipanti, in gran parte insegnanti.

Il Convegno alterna momenti di riflessione teorica al lavoro in piccoli gruppi con la metodologia Hänsel e Gretel, basata sul gioco psicologico, sull’elaborazione dell’esperienza della soggettività degli insegnanti.

Nel ‘96, viene pubblicato in Italia dopo aver riportato uno straordinario successo negli Stati Uniti, il libro di Daniel Goleman, “L’intelligenza emotiva”.

Il Centro Studi Hänsel e Gretel ha trovato in questo testo una conferma di un proprio percorso di ricerca sulle tecniche formative, già intrapreso da anni per lo sviluppo delle competenze emotive e relazionali degli operatori minorili e degli insegnanti.

 

1997

Hänsel e Gretel partecipa alla prima campagna di sensibilizzazione nazionale di Rompere il Silenzio dedicata al tema dell’ascolto dei bambini in famiglia e nelle istituzioni.

Vengono coinvolti in 25 città italiane numerosi insegnanti, educatori, operatori sociali, genitori che partecipano a seminari, assemblee, incontri, convegni.

 

1998

 

Viene organizzato a Grugliasco (Torino) nell’ottobre 1998un Convegno dal titolo “L’intelligenza emotiva.

Che cos’è? Come si sviluppa?

Come può servire per prevenire e per rispondere al disagio del bambino e dell’adulto”.  

Partecipano 350 persone.

Per lo più insegnanti.

Nel corso dello stesso Convegno vengono utilizzate le tecniche dell’intelligenza emotiva per favorire la riflessione dei convegnisti in assemblea.

Una sezione del Convegno è dedicata alla scuola.

Il concetto di intelligenza emotiva e la sua capacità innovativa teorico-pratica negli interventi educativi, scolastici e sociali a favore dei minori sono al centro di alcuni Convegni che il Centro Studi con lo stesso modello organizza negli anni successivi in diverse città, in collaborazione con Rompere il Silenzio, coinvolgendo centinaia di partecipanti: nel 1998 a Torino con la partecipazione di circa 300 persone, nel 1999 in tre città sarde Cagliari, Sassari e Tortolì (complessivamente con oltre 500 persone), nel 2001 a Napoli (con 300 partecipanti) e nel 2001 a Pescara (con 200 partecipanti).

 

1999

 

Hänsel e Gretel contribuisce all’elaborazione della “Dichiarazione dei principi e degli impegni degli insegnanti e dei dirigenti scolastici di fronte sul disagio e al maltrattamento degli allievi”.

La dichiarazione viene presentata in oltre cinquanta città italiane nel corso della seconda campagna di sensibilizzazione nazionale di Rompere il silenzio. 

Tra i 27 punti della Dichiarazione compaiono i seguenti titoli: “Riconoscere e contrastare l’adultocentrismo.

Svalutazione dell’infanzia e svalutazione della scuola.

Il rischio di compiti impossibili.

La scissione tra sapere ed esperienza, tra conoscenza  e vita emotiva.

Le competenze e motive e relazionali dell’insegnante.

Il ruolo della scuola nella prevenzione del maltrattamento.

La formazione: caratteristiche generali e caratteristiche metodologiche.

Gli indicatori del disagio.

L’ascolto della sofferenza dell’allievo.

Mondo della scuola e ruolo della rete e del Servizio sociale.

La segnalazione all’autorità giudiziaria.

Per una cultura della responsabilità di fronte all’impegno della segnalazione  Il ruolo del dirigente scolastico.

Il maltrattamento intrascolastico.

Scuola, maltrattamento e diritti degli allievi”.

 

2000

Viene pubblicato il libro “Il maltrattamento invisibile. Scuola, famiglia, istituzioni” (curato da C. Foti, C. Bosetto e A. Maltese)

Questo libro va contro corrente.

Dice che la violenza ai bambini non riguarda solo la famiglia, ma anche la scuola e le istituzioni.

Affronta tra l’altro un tema rimosso: il maltrattamento degli allievi da parte degli insegnanti.

Ma questo testo vuole infondere speranza.

La scuola può imparare a fermare, invece che confermare il processo produttivo di un bambino infelice.

Se è vero che nella scuola esistono forme invisibili di maltrattamento, è anche vero che esistono grandi risorse e capacità di dialogo, comprensione, e riparazione.

Sempre nel 2000 esce il libro curato da Claudio Foti e Claudio Bosetto, “Giochiamo ad ascoltare. Metodologie per elaborare il disagio dei bambini e degli adolescenti”. 

Contiene le proposte formative e le tecniche che nel corso degli anni Hänsel e Gretel ha sviluppato per attivare la crescita emotiva e cognitiva dei bambini, dei preadolescenti e degli adolescenti.

Tali proposte e tecniche, sperimentate soprattutto nei gruppi classe in centinaia di interventi nelle scuole di tutti i gradi, dalle materne alle superiori hanno incontrato ampie verifiche positive, in particolare sul terreno dell’educazione alla sessualità e all’affettività, dell’elaborazione del bullismo e dell’aggressività nella scuola, dell’ascolto del maltrattamento e dell’attivazione nella didattica.

 

2001

Viene organizzato  nel febbraio 2001 a Torino un Convegno nazionale dal titolo “L’ascolto dell’abuso e l’abuso nell’ascolto” con la partecipazione di esperti inglesi.  

Partecipano 700 operatori sociali, psicologi, neuropsichiatri infantili, medici, giudici, educatori.

È presente una significativa rappresentanza di insegnanti.

Vengono affrontate fra l’altro le tematiche dell’ascolto del bambino presuntamente abusato nell’ambito scolastico, dell’osservazione e della rilevazione degli indicatori da parte degli insegnanti, del ruolo della segnalazione al Servizio sociale e all’autorità giudiziaria da parte della scuola.

Nel novembre 2001 un Convegno analogo viene organizzato a Caserta con circa 400 partecipanti.

2002/2003

 

Viene organizzata una ricerca/intervento in una classe di prima media della cintura torinese.

Oggetto della ricerca è stata l’applicazione dei principi dell’intelligenza emotiva in un gruppo classe che manifestava, secondo le indicazioni delle insegnanti e del dirigente scolastico numerose difficoltà relazionali e d’apprendimento.

L’ipotesi sottesa alla nostra ricerca/intervento era la seguente: anche se non si interviene direttamente sugli alunni, se gli insegnanti di una classe si avvicinano ai principi e ai metodi dell’intelligenza emotiva, si possono produrre rilevanti ricadute benefiche sul gruppo classe ed, eventualmente, anche sul singolo allievo; si possono ottenere significativi cambiamenti nei rapporti tra gli alunni, nei rapporti tra gli alunni e gli insegnanti e, naturalmente, nei rapporti tra docenti.  

Attraverso test e altro materiale valutativo è stata effettuata una fotografia della classe all’inizio e al termine della ricerca/intervento per poter individuare eventuali cambiamenti prodotti.

L’impegno del team degli insegnanti è consistito nell’incontrare ogni quindici giorni per circa sei mesi un gruppo di lavoro di Hänsel e Gretel, composto da quattro psicologhe. Il risultato della ricerca /intervento è consistito in alcune significative trasformazioni del clima emotivo e relazionale del gruppo classe e del sistema delle relazioni tra alunni e  tra insegnanti/alunni (cfr. C. Foti, A. Lungo, B. Martino, E. Ramonda, S. Guglielmi, “L’intelligenza emotiva può cambiare la scuola!

I risultati di una ricerca in una scuola media”, in Come aiutare i bambini e gli adolescenti con l’intelligenza emotiva?, Sie edizioni)

 

2004

 

Vengono elaborati e sperimentati nuovi progetti nelle scuole:

·       “La mente abbraccia il cuore” è la denominazione di un progetto per sviluppare l’Intelligenza emotiva dei bambini di scuola materna ed elementare.

Anche i più piccoli  hanno voglia di parlare delle loro emozioni con noi adulti e di ascoltare le nostre.

·       Bambini e adulti di fronte alla malattia”.. 

Si constata come si possa imparare ed insegnare  ad adulti e bambini ad accettare la malattia, a riflettere sulla malattia, a comunicare le emozioni riguardanti la malattia.

L’effetto verificabile è un aumento del sollievo e della condivisione, l’effetto probabile sarà quello di ammalarsi di meno!

·       “Educare al confronto con la morte” Si verifica come parlare della morte sia  possibile ed anche salutare.  .

Si pensa che i bambini siano talmente fragili da doverli iperproteggere dal confronto con la morte.

Si dimenticano la competenza e la sensibilità dei bambini.

In verità condividere i sentimenti attorno alla morte riduce grandemente in adulti e bambini solitudine, angoscia, impotenza. 

·       “Non avere paura delle paure”: laboratori sulle paure nelle classi elementari.
È possibile far scoprire ai bambini la normalità e l’accettabilità delle loro paure, la possibilità  di condividerle ed anche talvolta di ridurle attraverso la loro esplicitazione modificarle.

È possibile far scoprire che anche i grandi hanno paura ed anche i grandi possono  avere i loro punti di forza e le loro debolezze.

·       “Insegnare ad apprendere, apprendere ad insegnare”.

È un progetto che dimostra come la prospettiva di tener conto da parte degli insegnanti della vita emotiva e relazionale del gruppo classe porta a grandi cambiamenti nella didattica, la quale può diventare più partecipata, più collaborativi. più efficace

·       “Handicap”.

Si cerca di dar voce alle emozioni di soggetti disabili che tendono ad essere stigmatizzati e svalutati nelle loro potenzialità evolutive sul terreno dell’apprendimento e della socializzazione, potenzialità che possono essere realizzate a partire da una posizione di maggiore fiducia emotiva da parte degli educatori e degli insegnanti e di maggiore fiducia nelle emozioni dei ragazzi.

 

2001

Viene organizzato  nel febbraio 2001 a Torino un Convegno nazionale dal titolo “L’ascolto dell’abuso e l’abuso nell’ascolto” con la partecipazione di esperti inglesi.  

Partecipano 700 operatori sociali, psicologi, neuropsichiatri infantili, medici, giudici, educatori.

È presente una significativa rappresentanza di insegnanti.

Vengono affrontate fra l’altro le tematiche dell’ascolto del bambino presuntamente abusato nell’ambito scolastico, dell’osservazione e della rilevazione degli indicatori da parte degli insegnanti, del ruolo della segnalazione al Servizio sociale e all’autorità giudiziaria da parte della scuola.

Nel novembre 2001 un Convegno analogo viene organizzato a Caserta con circa 400 partecipanti.

2005

Viene organizzato a Torino un Convegno su “Sofferenza del bambino e intelligenza emotiva”  con 400 partecipanti. L’originalità del Convegno, a cui danno un contributo relatori inglesi e statunitensi, è rappresentata tra l’altro dall’intervento attivo di allievi delle scuole elementari e medie di Torino e provincia che si mescolano ai convegnisti, portando esperienze di elaborazione con il metodo dell’intelligenza emotiva di tematiche riguardanti la sessualità, la rabbia, le ansie dell’apprendimento., la relazione tra gli adulti e i bambini, la malattia e la morte.

Nel Convegno viene presentato un video intervista in tre tempi, dove Claudio Foti, presidente del Centro Studi Hänsel e Gretel, dialoga con il professor Daniel Goleman.

Un tempo dell’intervista è dedicato al tema “La scuola, l’educazione e i sentimenti”.

Vengono organizzati ad Alessandria, Torino e Galliate (Novara) tra seminari per gli insegnanti dal titolo  “………  Cambiare è possibile!”

 

2006

Convegno Pedofilia ed intelligenza emotiva 

 

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LA STORIA

IL GRUPPO

I COLLABORATORI

la storia

il centro studi in cifre

metodo

concetti

progetti

 

IL GRUPPO

 

Claudio Foti

  direttore scientifico

 

Claudio Bosetto

   presidente

 

Valeria Camerone

   coordinatore

 

Nadia Bolognini

 

Laura ferro

 

Anna Lungo

 

Francesca Pierattelli

 

I COLLABORATORI

 

Francesca Bordi

  psicoterapeuta

 

Daniele Pallone

  psicoterapeuta


M.A.Fresi

  insegnante

 

Anna Maltese

  insegnante

 

Paola Morducca

  psicologa

 

Rosa Napolitano

  psicologa

 

M.A. Pinto

 dirigente scolastico

 

Evelin Ramonda

  psicologa

 

Mirella Turello

  psicoterapeuta

 

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